Lia Näpflin/Jungfrau Zeitung


«Lo Hundschopf richiede tanto lavoro manuale»


Il direttore del tratto di pista 2, Guido Küchler, illustra il disegno della discesa del Lauberhorn



Senza l'aiuto di tanti tecnici, nessuno sciatore riuscirebbe a portare a termine la discesa del Lauberhorn. Guido Küchler è uno di questi. Lavora presso la Base Logistica dell'Esercito ed è il responsabile della preparazione del tratto di pista due. In questa parte più alta del tracciato si trova anche il leggendario Hundschopf.

 

Da profani si potrebbe credere che allo Hundschopf non ci sia granché da modificare. In fin dei conti gli sciatori si trovano per aria, un fondo preparato con cura sarà magari un fatto accessorio. Ma non è così semplice. Infatti Küchler ha soprattutto la responsabilità di far decollare gli professionisti dello sci. Così ha escogitato come soluzione una piattaforma di salto che precede il dosso declinante.

 

"Il disegno dello Hundschopf fa sì che gli sciatori riescano a spiccare un bel volo. Ci riesco disegnando un salto negativo, inclinato vero il basso", spiega Küchler. I lavori pesanti li effettuano all'inizio le macchine, ma non appena si passa alle finiture, lo Hundschopf richiede tanto lavoro manuale.

 


Arduo salto


Küchler è un purista, per lui una pista naturale ha un gran peso. Un tracciato troppo artificiale significa abbassare il livello della sfida. Ecco perché fa in modo che il problematico salto si mantenga fedele alla sua fama, senza essere eccessivamente sminuito. "Per parecchi anni il disegno dello Hundschopf ha seguito una tendenza conservativa. Oggi la tendenza è di segno contrario, ambisce a restituire al salto la sua spettacolarità", si entusiasma Küchler. E aggiunge: "L'importante è che il volo e l'atterraggio siano precisi per gli atleti. La partenza e il salto devono tornare ad essere sfide per gli sciatori."

 

Conciliare terreno difficile e tempi migliori per molti non è impresa semplice. Premere sul freno è assolutamente fuori questione allo Hundschopf. Il capo dei lavori allo Hundschopf avverte: "Un ritmo basso è critico, perché il decollo di uno sciatore non è abbastanza deciso e nel peggiore dei casi si tocca terra ancora una volta prima dell'atterraggio effettivo. Come una pallina di gomma."

 

I professionisti dello sci che volano sullo Hundschopf hanno ripetutamente confermato che Küchler il suo lavoro di disegnatore di piste sa farlo. Lui stesso ha già provato il decollo con gli sci dalla sua struttura. La sola differenza è stata la lunghezza del suo volo, che non è arrivata a 40 metri.